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Primo centro abitato in provincia di Genova, lungo la strada SS.45 che da Piacenza conduce al capoluogo ligure.

 

Gorreto sarebbe sorto nel XII secolo quando i Malaspina vi edificarono un castello di cui oggi rimangono poche tracce. Nel 1635 il Marchese Morello Malaspina cedette il feudo ai Centurione.

 

Poco dopo la famiglia genovese edificò il Palazzo Centurione e gli edifici a schiera che costituiscono le quinte prospettiche della facciata del palazzo. Si venne così a configurare un borgo fortificato e pianificato unico nel suo genere in tutta la Valtrebbia. Il nucleo di Gorreto conservò il suo aspetto sino ai primi del Novecento quando una parte delle mura furono abbattute per far posto a nuove abitazioni. Situato sulla sponda sinistra del Trebbia, Gorreto, pare, deriva da “gorre”, termine dialettale cioè dal salice che cresce vistoso sul fiume. La parrocchia di Santa Caterina da Siena che fronteggia il castello risale al 1630 e conserva all’interno confessionali del Quattrocento forse originari della frazione di Pissino, primo centro religioso della vallata.

 

Matteo Vinzone, cartografo del 1700 inviato dai Dogi per adempiere l’impegno assunto con il governo della Serenissima di tracciare una carta relativa alla Vatrebbia per definire i confini tra i possedimenti dei Centurione e dei Doria nella valle del monte Alfeo riporta: “.. e dopo passammo a Garbarino sempre in quello del Sig. Principe Doria e sguassata la Trebbia trovamo Gorreto del Sig. Principe Centurione luogo murato con piccolo fosso verso il fiume, e dentro consiste la terra di un palazzo veramente da principe una buona chiesa belli edifici di carta, fabbrica di coiame, molini e folli et una osteria et uscendo dalla porta verso tramontana vi si trova un bel viale con pilastri che va a terminare ad un casino lungo 400 passi andanti circa e tanto il luogo quanto per il detto viale, forma un bel teatro e a dire il vero è una bella cosa singolare in quelle montagne et ivi pernottammo....alloggiammo nel diletto palazzo con una cena sontuosa, per copia di vivande, oltre le frutte che in abbondanza e per...vi si trovarono..”.

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